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Il futuro del settore della pelletteria
Quaranta anni nel settore ma ancora non riesco a capire di che pasta siamo fatti noi pellettieri.
Forse il detto popolare che < i pellettieri sono tutti un po' matti > per colpa degli acidi che usano nella concia delle pelli ha un fondo di verità.
Siamo stati bistrattati da tutti: istituzioni, governi in prima fila, associazioni di categoria che non si è ancora scoperto quali nostri diritti abbiano tutelato, opinione pubblica che ci ha sempre additati come i più grossi evasori fiscali, il fisco che non solo ci ha sempre presi di mira proprio per la nomea di evasori, ma che ad ogni nostra dichiarazione dei redditi ci tende balzelli causa i parametri dei famosi studi di settore ( altra cosa che abbiamo accettato supinamente tra l'altro secondo me è una legge anticostituzionale in quanto la costituzione stabilisce che ogni cittadino deve pagare le tasse in proporzione alla sua capacità contributiva vera non presunta) infine la grande beffa della tutela della nostra professionalità ( leggi...... tutela del "Made in Italy " ).
Si perché il 90% del " Made in Italy " viene, come ormai sanno tutti, prodotto fuori dall'Italia e forse l'unica cosa che si fa ancora da noi è cambiare l'etichetta da made in China o made in Romania in made in italy.
Allora mi domando: di questo passo quanto potrà ancora soppravvivere il nostro settore?
Io sono ormai in una età che non pensa più al suo futuro lavorativo però mi amareggia il destino dei molti pellettieri più giovani la cui vita lavorativa ben conosco, fatta di impegno nell'apprendere una professione che richiede anni di lento apprendistato a fianco di maestri del mestiere, talvolta anche un po' scorbutici, ma che comunque pian piano ti insegnavano i trucchi di un lavoro che, ad opera compiuta,ti ripagava con la sua bellezza.
E per adesso non voglio pensare agli effetti che produrrà quello che tutti chiamano il " ciclone Cina ". Quale sarà l'impatto che il suo ingresso a pieno regime avrà sul mercato.
Anche se qualcuno più ottimista prevede una maggiore esportazione dei nostri prodotti di eccellenza verso il loro mercato quelli che per adesso sono gli effetti evidenti si possono riassumere in un solo concetto " concorrenza scorretta " o meglio ancora " produzione del falso "
A questo punto c'è da chiedersi con quale entusiasmo i nostri giovani possono avvicinarsi ad un settore che ha di queste prospettive per il suo futuro.
E le nostre istituzioni prorio non capiscono che patrimonio stanno distruggendo con la loro indifferenza.
Ma vi sembra proprio giusto che governo, sindacati, associazioni di categoria, continuino a prenderci per i ........ tutelando solo gli interessi dei grandi gruppi che si arricchiscano sempre di più sfruttando manod'opera a bassissimo costo non italiana.
E dire che un controllo incrociato, semplicissimo, fra commercializzazione dei loro prodotti e costi di produzione pagati in Italia degli stessi, evidenzierebbe, a chi ancora non vuole vedere, l'enorme percentuale del loro Made in Italy interemente fatto all'estero, salvo come dicevo sopra l'etichettatura.
La domanda, allora, è questa: che aspettiamo ad insorgere contro queste ingiustizie?
Ed ancora: che aspettiamo a dire alle nostre associazioni di categoria che ci hanno già rotto?
Il massimo, credo proprio che stiamo toccando il fondo.
Statuto associazione
Non avevo nulla da fare e mi è venuto in mente di visitare il sito del CNA.
In primis ho pensato bene di leggere il nuovo stauto del 27 maggio del 2005.
L'articolo 2 declama gli scopi e le attività dell'Associazione.
Ve lo riporto per intero nei punti 1 lettera a)
ART. 2 - Scopi e attività da svolgere in diretta attuazione dei medesimi
1 - Scopi della CNA sono:
a) la rappresentanza, la tutela e lo sviluppo di tutte le imprese artigiane, delle piccole e medie imprese, delle piccole e medie industrie e del più generale mondo dell’impresa e delle relative forme associate, nonché degli artigiani, del lavoro autonomo nelle sue diverse espressioni, delle imprenditrici e degli imprenditori e dei pensionati; la rappresentanza, la tutela e lo sviluppo si realizzano nei rapporti con le istituzioni pubbliche e private, la Pubblica Amministrazione, le organizzazioni politiche, economiche e sociali a livello nazionale, europeo, internazionale ed a tutti i livelli territoriali;
Letto questo paragrafo sono rimasto allibito, e mi sono chiesto:
Ma questa associazione chi rappresenta veramente perchè , nata per rappresentare gli Artigiani, oggi per statuto può e vuole rappresentare tutto il mondo imprenditoriale
dal più piccolo artigiano come me alla più grande industria italiana come la Fiat.
Letto e riletto un paio di volte, c'era qualcosa che continuavo a chiedermi,
poi ho capito.
Questa Associazione alla fin fine rappresenta tutti..............ma proprio tutti..................o............ nessuno
Meditate gente ...meditate......
Associazioni artigiane pigliatutto
Come vi dicevo il nuovo statuto e quindi di riflesso anche la legge italiana permette alle associazioni artigiane di tutelare, si fa per dire, anche le piccole e medie industrie e forse anche le grandi?
Chissà se riusciranno a rovinarle tutte come hanno fatto con noi artigiani.
Ciò che conta per le Associazioni sono: le tessere, la tenuta libri paga e contabilità, la possibilità di fare da serbatoio ai partiti politici per posti di tutti i livelli ma in special modo di quelli dirigenziali.
Chissà quanta professionalità?
E le responsabilità per errori di registrazione di contabilità di denuncie
errate ecc.... ecc..... di chi sono, e e conseguenze chi le paga.........
In compenso ogni tanto vediamo i vari presidenti ( nulla da eccepire sulla persona , ma tutti inquadrati politicamente ) inaugurare nuove sedi o vantare nuovi investimenti di varia natura.................fatti con i nostri soldi
La sapete l'ultima, dico a voi pellettieri artigiani, sul giornale di categoria c'è una grande iniziativa del CNA, ma tutte le categoire sono uguali, ve la dico come è scritta.
" CNA INDUSTRIA aiuta le imprese ad entrare in Piazza Affari "
Lo avete capito bene? La nostra associazione, quella che tutela gli artigiani, SI CHIAMA anche CNA INDUSTRIA, aiuta le imprese industriali ad entrare in borsa.
D'altronde come farebbe ad aiutare un artigiano a farlo?
E poi qualcuno mi dice che sono troppo INCAZZATO
Coraggio prima o poi faranno qualcosa anche per noi l'importante è continuare a pagare la tessera, quella ci salverà...........sempre prima o poi.........o forse solo poi.
Cari amici vi voglio raccontare una storia vera accaduta non molto tempo fa.
Un artigiano che per comodità chiamerò Tommy decide di sostituire alcuni macchinari ormai un po' vecchi e si rivolge alla propria banca per ottenere un
piccolo prestito di poche decine di miglia di euro.
Il direttore gli spiega che non potrà ottenerlo perchè non ha garanzie personali sufficenti e l'artigiano non vuole coinvolgere nessuno dei familiari per le firme di avvallo richieste relative all'importo dell'operazione.
Tommy non si scoraggia, va dalla sua Associazione di categoria e gli espone le sue bisogna e chiede come può fare
.
Nessun problema,gli spiegano, con una piccola somma di iscrizione, attraverso una formula di mutuo soccorso ( fidimpresa ) legata all'associazione ci sarà chi garantirà per lui.
Tommy a questo punto può acquistare i macchinari, predisporre i pagamenti sulla base del prestito che arriverà e presenta tutta la documentazione richiesta per la pratica che sarà curata dell'Associazione stessa.
L'Associazione lo rassicura che a breve verrà chiamato della sua banca per l'erogazione delle somme richieste.
Di li a poco infatti riceve una telefonata dello stesso direttore che le comunica l'accettazione del prestito e di presentarsi in banca per gli adempimenti del caso.
Di buona mattina Tommy si reca nell'agenzia e chiede del Direttore che gentilmente lo riceve e, sorpresa delle sorprese, lo informa che deve portare in banca a firmare le cambiali del prestito sia suo padre e che suo fratello per avvallo.
Le proteste di Tommy non servono a nulla, cosi vuole la famosa società di mutuo soccorso legata all'Associazione così si giustifica il Direttore.
Infuriato torna alla sua Associazione a chiedere spiegazioni e si sente dire che questa è la norma e che se vuole il prestito cosi deve fare.
Alla fine della storia Tommy che voleva un prestito senza coinvolgere nessuno dei suoi familiari poichè gli impegni di pagamento dei macchinari erano già in essere, è stato costretto a minacciare di ricorrere ad eventuali denuncie per la richiesta delle firme di l'avvallo indotto a perdere soldi e tempo per una operazione che a questo punto poteva fare da solo, l'ammontare del prestito 12.000,00 euriiiiiiiiiiiiiiiii
Che ne dite, sono questi gli aiuti delle nostre associazioni.
La prossima storia buffa a presto, cosa pensavate che fosse l'unica?
)
Visto che oggi è festa ed ho un po' di tempo vi voglio raccontare anche quello che è accaduto qualche anno fa ad un nostro collega
Da anni lavorava conto terzi per una grande ditta che oltre ad un proprio marchio aveva le roialty di diverse firme interessanti
Premesso che negli ultimi tempi il lavoro si stava riducendo sensibilmente e più che di produzione si trattava di fare quasi esclusivamente delle campionari e relative campionature per gli agenti l'attività della piccola azienda del mio amico procedeva fra alti e bassi ma tutto sommato riusciva a coprire il fabbisogno lavorativo.
Un bel giorno si vede arrivare attraverso il solito corriere anzichè uno o due scatoloni di lavoro, ben dodici scatoloni tra l'altro eccessivamente pesanti e per di più dall'aspetto classico delle spedizioni di provenienza orientale.
Un po' fra il sorpreso e la curiosità dopo aver controllato gli indirizzi e il mittente ( il tutto corrispondeva esattamente alla sua ditta e la provenienza era della solita per cui lavorava ) apre uno scatolone e fra lo stupore vi trova dei cappelli di tipo " pescatore " tutti fatti in Taiwan.
Chiamata la ditta gli viene spiegato il motivo dell'invio ed il lavoro da svolgere sui cappelli < togliere l'etichetta Made in Taiwan e sostituirla con l'etichetta Made in italy >
Il lavoro è sempre lavoro per cui una volta saputo che si trattava di un totale di 10.000 cappelli il pellettiere si organizza e porta a termine la sostituzione tenendo in debito conto il tempo impiegato come da accordi con la ditta commissionante
A conti fatti l'operazione veniva a costare circa 3.000 lire a capo cifra richiesta
al committente.
Per tutta risposta la controparte protestava che il costo del singolo cappello franco
Italia era di 2.300 lire e che quindi non potevano pagarne 3.000 per la sola sostituzione dell'etichette.
Per farla breve dopo aver rilevato i tempi dell'operazione eseguita si raggiungeva un accordo per 2.500 lire a capo.
Il cappello oggetto del lavoro dell'artigiano e della contestazione immesso sul mercato veniva venduto al pubblico ad un prezzo che variava dalle 45.000 alle 60.000 lire.
SEMPRE PER LA COSIDETTA < TUTELA DEL MADE IN ITALY >
Vi vorrei ricordare di lasciare i vostri commenti ( quelli lasciati nel vecchio blog non sono andati perduti li ho tutti catalogati )
Scrivete,scrivete, mandatemi i vostri commenti e le vostre storie o le vostre idee, poi tutti insieme forse qualche iniziativa la prenderemo.
Una cosa importante: Fate proselitismo segnalate questo Blog a tutti i vostri amici e conoscenti., a tutti i pellettieri che conoscete.
Dobbiamo essere in molti,più saremo e più forza avremo per ribellarsi almeno alle nostre Associazi
Le grandi conquiste delle Associazioni a favore degli artigiani l'unica categoria che non ha mai fatto sciopero ( forse perchè non ne ha mai avuto un motivo che ne dite ):
1 la difesa della capacità contributiva a norma della Costituzione ( studi di settore )
2 la difesa del lavoro ( lavoro all'estero senza nessun controllo )
3 la difesa del Made in Italy ( Made in Italy fatto chissà dove ma si sa e come se si sa )
4 la difesa della professionalità e capacità creativa ( tutela degli interessi delle grandi firme a scapito della creatività dei piccoli )
5 la difesa della applicazione anche in Italia della legge Europea sulle sub-forniture dicasi lavoro conto terzi ( Chissà se le Associazioni la conoscono? Forse si ma va contro gli interessi delle grandi ).
6 la difesa dal falso ( e non mi riferisco solo al falso classico dei vu' cumprà ma soprattutto dal falso d'autore quello per intenderci fatto fare dalle stesse firme )
Lunedì 10 dicembre
Avete visti la trasmissione REPORT.Che ne pensate ?
E poi uno si incazza...........ma in che paese viviamo?
Lunedi 24 dicembre
Ei là avete ricevuto la tredicesima?
Chi ve l'ha data?
Oggi niente polemiche, sono quà solo per fare gli auguri a tutti gli Artigiani Pellettieri sia a quelli come me incazzati duri sia a quelli che prendono tutto quello che viene e non hanno il coraggio non dico di ribellarsi che è quello che dovremmo fare , ma neanche quello di dire apertamente come la pensano sulla nostra attuale situazione.
AUGURI A TUTTI DI BUONE FESTE
SPERIAMO CHE L'ANNO NUOVO SIA PER NOI L'INIZIO DI UN PERIODO DI TRANQUILLITA'
E DI UN BUON LAVORO
Un ultimo pensiero e poi vi lascio
Provate a inserire fra i buoni propositi per l'anno nuovo anche quello di fare qualcosa per cambiare questa situazione penalizzante che affligge la categoria degli artigiani in genere e la nostra in particolare.
3 gennaio 2008
E vualà un altro anno è passato e i nostri problemi sono sempre più vecchi e più irrisolti.
Per natale mi hanno regalato il libro " Gomorra " di Roberto Saviano,lo sto leggendo e credetemi è una daescrizione esatta dei nostri mali
Leggetelo e poi sapetemi dire..........della serie ma che ci incazziamo a fare
ma anche che aspettiamo ad incazzarci davvero........... e sul serio.
Un altro libro che mi hanno regalato qualche tempo fa e che voglio segnalarVi perchè secondo me è lo specchio della nostra classe politica è " La casta " di Stella e Rizzo
Mi piacerebbe avere i vostri commenti sui due libri.
Be' comunque l'occasione per rinnovarvi gli auguri per un nuovo anno che esaudisca tutti i vostri desideri e che vi accompagni la serenità e un lavoro redditizio ed appagante
20 gennaio 2008
Era un po' che non tornavo nel blog anche perchè molti amici che l'hanno letto mi hanno contattato per mail e si sono sfogati scrivendomi le loro disavventure tutte iniziate nel momento stesso in cui hanno avuto la malagurata idea di prendere la
PARTITA IVA
Già quello è il primo di una lunga serie di errori che uno compie quando si mette in proprio.
Da quel momento sei uno da mungere come si fa con le vacche
Sei catalogato fra i contribuenti che possono e devono lavorare per pagare pagare pagare...........e pagare .........ed ancora pagare tasse, contributi una tantum, irpef ilor iva irap e chi più ne ha e più ne metta
Tutte sigle che te le sogni la notte al poste delle belle f...... di una volta quando riesci a dormire o diventano un incubo quando non riesci a pagarle.
Già perchè se devi avere dei rimborsi dallo stato quello ci mette il tempo che vuole e non ti paga manco gli interessi ma se sei tu che devi allora non sai mai quanto dovrai pagare se per caso sei in ritardo, se poi ti arriva il debito in cartella allora si che lo impari subito
E POI DICONO CHE IN ITALIA BISOGNA FARE LA LOTTA AGLI STROZZINI
PERCHE' LO STATO COS'E'??????????????????????????????????????????????
Uno strozzino dei peggiori che ti prende il cento per cento più gli interessi
Continuate a meditare gente e a pagare
ciao
8 febbraio
Sono di un incazzato che più non si può
Ieri mi è giunta una raccomandata dall'agenzia delle entrate che mi contesta la detrazione degli occhiali da vista 500 euro senza pezza di oppoggio ovvero sia senza la prescrizione medica che non trovo più e mi chiedono di pagare una ulteriore tassa più sovratassa e interessi.
Leggo il tutto allibito e alla tv mi informano che Valentino Rossi che doveva all'erario oltre 100.000.000 di euro ha patteggiato e se la cava con soli 26.000.000
Roba da non credere . Intervistato il soggetto si dice felice di aver risolto il problema.
Alla barba di paga tutto fino all'ultimo centesimo e magari anche interessi e multe.
C..zo ma una bella rivoluzione quando ci decidiamo a farla e spaziamo via tutto questo marcio che ormai ci soffoca
Ma vi rendete conto di quanto ci prendono tutti per il c...lo.
Avete ancora voglia di sopportare a lungo queste ingiustizie.
DICO A VOI CHE LAVORATE 12 ORE AL GIORNO PER PAGARE PER CHI EVADE
sabato 8 dicembre 2007
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